Carpe Diem

GENNAIO 2020

Adolescenti in viaggio #1

“Adolescenti in viaggio” è la nuova rubrica di Carpe Diem, il giornalino del Galilei: perché siano direttamente le ragazze e i ragazzi che popolano e animano la nostra scuola a raccontare del loro mondo, di ciò in cui credono e delle loro disillusioni, di sogni e desideri, del disagio, che cominciano a sperimentare tra i banchi di scuola, e dell’amore. Abbiamo scelto di dedicare la prima puntata alla Poesia: per sfatare subito il mito dei nostri giorni secondo cui la nuova generazione è costituita unicamente da ragazze e ragazzi che vivono con superficialità,appiattendosi sull’uso di nuove tecnologie e nuovi paradisi artificiali. I ragazzi e le ragazze del Galilei sono vivi, sentono in profondità e scrivono poesie, interrogandosi con coraggio sui chiaroscuri del proprio mondoMinteriore e sulle contraddizioni del mondo esterno.

Buon (primo) viaggio!

 

DICEMBRE 2019

 

La Tuscia viterbese: dalla storia alla tavola

Di Azzurra Manzalini 3LF

 

La Tuscia è un’area corrispondente all’attuale provincia di Viterbo , nel Lazio, famosa per la sua storia, la sua cultura, le tradizioni e i suoi paesaggi. E per la gustosa cucina!

 

Un po’di storia…

Sappiamo che tutto il territorio fu fondato dagli Etruschi, una popolazione che dapprima dominò l’Italia centrale fino ad estendere i confini alle regioni centro-settentrionali e a quelle meridionali come la Campania.

Essi hanno posto come capitale Tarquinia, secondo comune più popoloso dopo Viterbo e sede della necropoli etrusca, anche perché fu legata ai due Tarquini che salirono al trono all’epoca della Roma monarchica: Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo.

In seguito alla battaglia di Sentino del 295 a.C., molte città caddero sotto il dominio di Roma, tra cui anche la stessa Tarquinia.

Fra i tanti eventi che si sono verificati in Tuscia durante il Medioevo ricordiamo la donazione di Sutri, cioè la donazione del castello comunale voluto dal re longobardo Liutprando a Papa Gregorio II, che ha costituito il primo nucleo del Patrimonio di San Pietro, avvenuta nel 728; l’incontro fra il papa Adriano IV e Federico Barbarossa sul lago di Monterosi (detto anticamente Janula) nel 1155 per l’incoronazione di quest’ultimo  a imperatore.

Per quanto riguarda la Tuscia pontificia, Viterbo ebbe maggiore importanza perché ospitò otto Papi, tra cui Alessandro IV e Clemente IV, ed è anche dove si fece il primo Conclave della storia della Chiesa cattolica tra il 1268 e il 1271.

Oltre a Viterbo, anche Montefiascone fu meta di soggiorno dei Papi, in quanto possedeva la monumentale Rocca dei Papi, situata sul punto più alto della cittadina.

Tra il XVI e il XVII secolo ci furono i Farnese, una dinastia che governò l’allora Ducato  di Castro fino alla distruzione di Castro stessa.

Tra i membri della famiglia spiccò Alessandro Farnese, nato proprio in queste terre, più precisamente a Canino nel 1468 ed eletto papa nel 1534 con il nome di papa Paolo III. Fu lui a convocare il Concilio di Trento nel 1545 per contrastare la Riforma Luterana. Morì a Roma il 10 novembre 1549.

Nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, tutta la provincia venne inglobata in quella di Roma, e così Viterbo perse la qualifica di capoluogo.

Bisognò attendere il 1927, quando Mussolini ridisegnò le circoscrizioni territoriali e venne istituita così la nuova provincia sempre con Viterbo come capoluogo.

 

…geografia…

Le principali città della Tuscia sono:

  • Viterbo, il capoluogo, definita da secoli la città dei Papi, famosa per le sue terme dal punto di vista turistico e per essere sede di alcune importanti scuole da quello militare
  • Montefiascone, definita la perla dell’Alto Lazio, meta di villeggiatura per i primi decenni del Novecento. È il comune più alto della provincia, superando i 600 metri nella zona del Belvedere. È famoso per la produzione del vino DOC Est! Est!! Est!!!

Tuscia #2

  • Vitorchiano, famoso sia per essere soprannominato “il borgo sospeso”sia per essere terra fedele a Roma da oltre 700 anni

Tuscia #5

  • Bagnoregio, celebre per aver dato i natali a san Bonaventura.
  • Acquapendente, importante tappa della Via Francigena, chiamata anche con il nome di “Gerusalemme d’Europa”perchè si dice che il Sacello di Santo Sepolcro riproduca il Santo Sepolcro di Gerusalemme

 

…curiosità locali

  • A Calcata non prendono cellulari e non ci sono le reti wi-fi
  • Civita, una frazione di Bagnoregio, è chiamata “ la città che muore”per via dell’erosione del tufo su cui è posta. Inoltre vi si accede attraverso un ponte pedonale lungo 300 metri
  • Celleno è soprannominata la “città fantasma”a causa di smottamenti che obbligarono la popolazione a trasferirsi in un luogo più sicuro a 1,5 km da quest’ultima in seguito ad una ordinanza del Capo dello Stato Luigi Einaudi emessa nel 1951.
  • Si dice che un ragazzo, il pastore Marzio, partì dalla sua città, Vitorchiano, per dare una notizia allarmante a Roma: l’esercito etrusco stava marciando verso la capitale. Allora Vitorchiano, essendo comune confinante con Viterbo, ricorse a Roma per mantenersi libera. Nel 1233 Roma fu aiutata da Vitorchiano per sconfiggere i Viterbesi e la gratificò del titolo di “fedele di Roma”. Da allora il Senato decise che ogni anno venissero mandati 10 vitorchianesi a presidiare il Campidoglio. Essi presero la denominazione di “Fedeli di Vitorchiano”.
  • La Tuscia è anche una terra di cinema, seconda solo a Roma per aver ospitato tanti film e serie tv, come ad esempio il Maresciallo Rocca, girata a Viterbo e andata in onda tra il 1996 e il 2005.

 

…e finalmente la cucina!

Tra le paste molto famose figurano i lombrichelli alla vitorchianese, un piatto tipico del comune di Vitorchiano. Essi non hanno il buco e assomigliano ai bigoli.

Ingredienti

  • 500 G DI FARINA 00
  • ACQUA Q.B.
  • SALE Q.B.

 

Procedimento

Su una spianatoia prepariamo una fontana di farina ed al centro versiamo l’acqua e un pizzico di sale.

Lentamente uniamo gli ingredienti finché non otteniamo una massa omogenea e che non si attacchi alle dita.

Preleviamo dall’impasto dei pizzicotti di pasta e con le mani lavoriamoli uno ad uno, ricavando dei lombrichelli del diametro di 3-4 mm e di lunghezza di circa 15 cm.

Lasciamo asciugare i lombrichelli per qualche ora prima di metterli a cuocere in una pentola con abbondante acqua salata in ebollizione.

I vostri lombrichelli sono pronti per essere conditi con il ragù di carne o con l’amatriciana.

 

Nei secondi piatti non mancano mai  pesci dei laghi di Vico e di Bolsena, come il celeberrimo coregone alla bolsenese. Il coregone ha un colore argentato con dei riflessi verdi ed azzurrini sui fianchi, mentre è quasi totalmente bianco nel ventre.

 

Tuscia #4 - coregone

 

Ingredienti

  • Due coregoni da 700 g circa
  • aceto
  • olio extravergine d’oliva
  • fiori di finocchio seccati al sole
  • aglio
  • salvia
  • sale
  • pepe

 

Procedimento

Scegliere un coregone grande o due più piccoli, pulirlo accuratamente all’esterno portando via le scaglie, sventrarlo gettando via le interiora, quindi aprirlo delicatamente dopo aver eliminato la testa, cercando di togliere la spina centrale. 

Lavarlo per bene e disporlo in una teglia da forno immerso nell’aceto insieme con due o tre spicchi di aglio interi, alcune foglie di salvia, sale e pepe (alcuni usano al posto della salvia, i fiori di finocchio selvatico secco). 

Introdurlo nel forno caldo e lasciarlo cuocere fino ad esaurimento dell’aceto; quindi disporre il pesce in un piatto da portata, condirlo con una giusta quantità di olio extravergine di oliva e servirlo caldo.

 

Tra i dolci tipici sono presenti anche le frittelle, simili alle crepes. Vengono preparate in occasione del Carnevale viterbese. C’è un detto in dialetto che dice: “Le fregnacce so’ bone calle o ghiacce” (le frittelle sono buone sia calde che fredde)

 Tuscia #3

Ingredienti:

  • Farina di grano
  • Sale
  • Olio d’oliva
  • Formaggio
  • Uova e latte (facoltativi)

 

Procedimento

In una scodella mescolare acqua fredda e farina, aggiungendo anche un pizzico di sale (per renderla più nutriente, ma meno leggera, puoi aggiungere anche uova e latte) fino a che non si forma una pastella.

Lasciare riposare per un paio d’ore.

Prendere una padella e versare un cucchiaio d’olio, quanto basta per ungerla e farla riscaldare.

Per rendere il tutto più saporito puoi ungere la padella usando della cotica di maiale.

Quando l’olio sarà ben caldo, spandere velocemente un cucchiaio di pastella in modo che si crei uno strato molto sottile, ma sufficiente da non non rompersi. Una volta che questa “sorta di pizza“ si è cotta da un lato, occorrerà girarla girala dall’altro lato e farla cuocere per qualche secondo.

Una volta che entrambi i lati sono cotti al punto giusto,disporre la pizzaccia su di un piatto e spolverarla con del pecorino (oppure con dello zucchero, se la si vuole fare dolce).

A questo punto il fritteloneè pronta da gustare.

 

Questo piatto tipico viene chiamato con nomi diversi a seconda del paese in cui viene preparato, come ad esempio si chiamano “friccolose” a Vallerano, “stracci” a Montefiascone e Tuscania, “bertolacce” a Corchiano, e così via.

 

E ora buon appetito con questi piatti deliziosi!

 

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Dentro e dietro un carrello della spesa

Da la classe 2^U

I motivi che ci hanno spinti a svolgere una ricerca sui prodotti alimentari, per l’igiene personale e di uso domestico presenti nelle nostre case sono diversi:

innanzitutto, grazie a questa ricerca, abbiamo scoperto l’esistenza di multinazionali che hanno assorbito molte aziende un tempo italiane (ad esempio la Perugina, famosa per i suoi dolci “baci”).

In secondo luogo, siamo stati in grado di approfondire i comportamenti di queste multinazionali, le quali, spesso, non sono corrette nei confronti dell’ambiente, degli animali, dei lavoratori e del terzo mondo.

 

Articolo Consumo critico 2019

Infine ci siamo interrogati su come assumere atteggiamenti adeguati per un consumo consapevole: infatti, se vogliamo salvare noi stessi e il nostro pianeta, dobbiamo necessariamente imboccare la strada della sobrietà e del consumo critico, che ci permettono di tracciare una linea tra bisogni reali e bisogni imposti. A questo proposito, è ormai chiaro che sia possibile recuperare e riutilizzare molti oggetti attraverso il riciclo e che sia importante coinvolgere in questo i servizi pubblici, come ad esempio le scuole.

Inoltre, fare la spesa è un gesto quotidiano di portata planetaria, dietro al quale si nascondono problemi di carico sociale e politico. Abbiamo ad esempio analizzato il tenore di vita di un abitante del nord del mondo, messo a confronto con quello di un abitante del Sud. Ebbene, si è scoperto che se tutti gli abitanti della Terra consumassero quanto consumano gli abitanti del Nord, servirebbero altri sei pianeti da utilizzare come fonte di materie prime.

La prof Buzzola (Geo-Storia) ci teneva particolarmente a queste lezioni sul consumo critico perché capissimo che a volte, quando acquistiamo prodotti all’apparenza italiani, stiamo in realtà comprando da aziende straniere e scorrette.

Sarebbe perciò opportuno comprare dalle piccole aziende locali, in modo da sostenerle ed allo stesso tempo disporre di prodotti a chilometro zero.

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SVOLTA NELLA LOTTA AL DIABETE

Di Federico Benetti 4AT

 

Articolo diabete - 2019

Al giorno d’oggi esistono diverse tecnologie con i più svariati utilizzi e che spaziano in molti campi. In particolare, vogliamo parlare di una nuova scoperta fatta in campo medico: un nuovo farmaco per combattere il diabete.

Anzitutto, cos’è il diabete? Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di un alto livello di glucosio nel sangue dovuta a un’alterata quantità e funzione dell’insulina. Questa è un ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno.

Esistono diversi tipi di diabete:

  • Diabete di tipo 1: riguarda circa il 10% delle persone con diabete e in genere insorge nell’infanzia o nell’adolescenza. In questo caso il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone. La velocità di distruzione delle ß-cellule è, comunque, piuttosto variabile, per cui l’insorgenza della malattia può avvenire rapidamente in alcune persone, solitamente nei bambini e negli adolescenti, e più lentamente negli adulti. La causa del diabete di tipo 1 è a tutt’oggi sconosciuta, ma si è notato che è caratteristica la presenza nel sangue di anticorpi diretti contro antigeni presenti a livello delle cellule che producono insulina.Per questo motivoil diabetedi tipo 1 viene classificato tra le malattie cosiddette “autoimmuni”, cioè dovute a una reazione immunitaria diretta contro l’organismo stesso. Si suppone che le sue cause possano essere di tipo ambientale o genetico.
  • Diabete di tipo 2: è la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. Purtroppo anche per questo tipo la causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono poi a utilizzarla. In genere, la malattia si manifesta dopo i 30-40 anni e numerosi fattori di rischio sono stati riconosciuti associarsi alla sua insorgenza. Tra questi: la familiarità per diabete, lo scarso esercizio fisico, il sovrappeso e l’appartenenza ad alcune etnie. Riguardo la familiarità, circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha parenti di primo grado (genitori, fratelli) affetti dalla stessa malattia;
  • Diabete gestazionale: viene definita così ogni situazione in cui si misura un elevato livello di glucosio circolante per la prima volta in gravidanza. Questa condizione si verifica nel 4% circa delle gravidanze.

Fino ad oggi l’unico modo per evitare i problemi che la malattiaprovoca era fare delle iniezione di insulina fino a tre volte al giorno volta per tutta la vita. Adesso però le cose sono cambiate grazie al farmaco “Semaglutide”, un antagonista del recettore del Glp-1, che deve essere iniettato soltanto una volta alla settimana tramite una penna pre-riempita e non necessariamente in corrispondenza dei pasti.E’ molto importante dire, inoltre, che questa medicina non è a pagamento, ma offerta dal Sistema Sanitario Nazionale. Funziona però solo con il diabete di tipo 2.

Agostino Consoli, professore di Endocrinologia presso l’Università degli Studi G. D’Annunzio Chieti-Pescara spiega: “Il Glp-1 è un ormone fisiologico che svolge molteplici azioni nella regolazione del glucosio e dell’appetito, nonché nel sistema cardiovascolare. Semaglutide è un analogo del Glp-1, omologo al 94% a quello umano, le cui modifiche strutturali consentono la somministrazione settimanale.”

Questo probabilmente è solo il primo passo verso una cura definitiva per il diabete, ma intanto tutti coloro che soffrono di questa malattia possono cominciare a preoccuparsene un po’ di meno.

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 L'oroscopo del Galilei

Testo a cura di Elisa Viviani 5U, disegni di Irene Ragazzi 1U

Carpe diem - oroscopo dicembre 2019

 

Oroscopo#1 - 2019

Oroscopo#2 - 2019

Oroscopo#3 - 2019

 

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